Attorcigliarsi, stare dentro. Nel dentro… delle cose. All’interno di armonie danzanti cerco vento. La madre da sempre accoglie il cuore della sua anima e il suo doppiocreato attorcigliando il dubbio dei destini. Attorcigliato per trasportare sentimenti al centro, accoglierli nel vortice e darli al figlio. Attorcigliato ad occhi chiusi scrivo anime al vento, al vento dei capelli attorcigliati con sforzo dai canti e dalle danze. Stare sotto attorcigliato alla gola. Desiderio di una testaluce per leggere ciò che esiste nel dentro, al centro e con sforzo mi attorciglio a stringere una intuizione che mi sfugge sempre e mi cammina davanti. Un bambino d’istinto che sconfina nelle età . Aggiungo al dentro un vuoto, una paura che mi fa compagnia come una coda attorcigliata che mi porto sempre dietro. Raffaele Gerardi, New York 1998